La storia dietro lo spettacolo
Il Pagoda Thầy, Từ Đạo Hạnh e le radici del teatro d'acqua
La Quintessenza del Tonchino non è uno spettacolo inventato: nasce da un luogo reale e da una tradizione autentica. Ecco la storia a cui si ispira e perché la location è così importante.
Vedi i biglietti per la Quintessenza del Tonchino su GetYourGuide ↗Uno spettacolo legato al suo territorio
La maggior parte dei grandi spettacoli turistici potrebbe essere allestita ovunque; questo no. Si svolge ai piedi del Monte Thầy, accanto al Pagoda Thầy (Chùa Thầy), uno dei più antichi templi buddhisti del Vietnam, e trae i suoi temi direttamente da quel luogo: la vita spirituale del tempio, le leggende che lo circondano e la campagna agricola che lo avvolge. La location non è uno sfondo scelto per l'estetica: è la materia stessa dello spettacolo.
Il monaco al centro della storia
Il Pagoda Thầy è legato a Từ Đạo Hạnh, un monaco dell'XI–XII secolo la cui storia attraversa la tradizione buddhista e popolare vietnamita. È ricordato nel tempio e, nella tradizione popolare, è anche collegato al teatro d'acqua: l'arte delle marionette che si esibiscono su una superficie d'acqua, sviluppatasi nei villaggi del delta del Fiume Rosso. È questo legame a rendere logico, in questo luogo, uno spettacolo costruito su un palcoscenico acquatico, cosa che un gala generico non sarebbe.
Il teatro d'acqua, in breve
Il teatro d'acqua (múa rối nước) è un'arte popolare del Vietnam settentrionale, vecchia di secoli, in cui i burattinai stanno immersi fino alla vita dietro uno schermo e muovono le figure sull'acqua con aste e fili sommersi. È nato nelle risaie allagate del delta come intrattenimento di villaggio e rimane una delle tradizioni più caratteristiche della regione. La Quintessenza del Tonchino porta questa forma intima e rurale a un vero spettacolo all'aperto su larga scala, senza rinnegare le sue radici.
La campagna che racconta
Oltre alla storia spirituale del tempio, lo spettacolo parla soprattutto del ritmo del Vietnam rurale settentrionale: il Bắc Bộ, o Tonchino, del titolo: piantagione del riso, mercati di villaggio, corteggiamenti, feste. Il fatto che gran parte di queste scene sia interpretata da contadini locali e non da una compagnia professionista è una scelta deliberata, ed è ciò che impedisce alle scene di vita quotidiana di scadere nel cliché da cartolina. Stai guardando un luogo che racconta se stesso.
Perché la storia ti aiuta ad apprezzarlo di più
Non serve tutto questo per lasciarsi trasportare dallo spettacolo — funziona già come puro intrattenimento visivo — ma un po' di contesto lo rende più incisivo. Sapere che la pagoda che emerge dal lago richiama il vero tempio alle tue spalle, che l'arte dei burattini sull'acqua è nata nelle risaie come quelle in scena, e che molti interpreti sono contadini del posto, trasforma una graziosa ora di spettacolo in qualcosa con radici profonde. È la differenza tra guardare uno show e guardare un luogo che racconta se stesso.
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